

Lu Hsn: la terra quadrata di Confucio

    Lu Hsn nacque a Shao-hsing nel Che-chiang nel 1881. Fino a
diciassette anni ricevette un'istruzione di tipo tradizionale.
Dopo aver studiato per due anni all'Accademia navale di Nanchino e
per altri due alla Scuola delle ferrovie, dal 1902 al 1909 fu in
Giappone, dove frequent la scuola superiore di Kobun e quindi la
facolt di medicina di Sendai; nel 1906 lasci l'universit per
dedicarsi al lavoro letterario. Nei primi anni del secolo lesse
molte opere di autori europei e sub l'influenza di Nietzsche e di
Huxley, e di poeti come Shelley, Byron, Heine. Nel 1912, dopo la
proclamazione della repubblica avvenuta il 12 febbraio di quello
stesso anno a seguito dell'abdicazione dell'ultimo imperatore,
fu chiamato al Ministero della Pubblica Istruzione. A partire dal
1920 tenne lezioni presso l'Universit di Pechino. Nel 1927  a
Canton a dirigere la sezione di lingua e letteratura cinese presso
l'Universit Sun Yat-sen, incarico da cui si dimise in quello
stesso anno in seguito ai massacri di intellettuali e studenti ad
opera del governo del Kuomintang, il movimento nazionalista
guidato da Chiang Kai-shek. Dal 1930 collabor sempre pi
attivamente con i comunisti e partecip alla fondazione della Lega
degli scrittori di sinistra. Mor a Shanghai nel 1936

    Confucio nella Cina moderna (giugno 1935)

    Io sono nato negli ultimi anni della dinastia Ch'ing, quando a
Confucio era stato attribuito il titolo magniloquente di
perfettissimo santissimo re della cultura. Non occorre dirlo,
era l'epoca in cui la Via del santo dominava l'intero paese. Il
governo esigeva che gli studiosi studiassero determinati testi,
come I quattro libri e I cinque classici; che si attenessero a
determinati commenti; che scrivessero determinati saggi, i
cosiddetti saggi a otto gambe; e che esprimessero determinate
opinioni. Questi letterati in unit monolitica sapevano tutto
finch si trattava della terra quadrata, ma di fronte alla terra
rotonda non sapevano nulla. Cos quando combatterono contro la
Francia e l'Inghilterra non menzionate nei Quattro libri, furono
sconfitti. Non so se per il saggio proposito di salvare se stessi
piuttosto che venerare Confucio e morire, o per quale altro
motivo, insomma quel governo e quei burocrati che a rischio della
vita avevano venerato Confucio presero a vacillare; e a spese del
governo si intrapresero grandi traduzioni dei libri dei diavoli
stranieri. Ancora oggi nelle librerie antiquarie a testimonianza
di quel tempo si trovano classici della scienza quali l'
Astronomia di Herschel, gli Elementi di geologia di Lyel, il
Sistema di mineralogia di Dana.
            Naturalmente non poteva mancare una reazione. Fu
rappresentata dal grande segretario Hs T'ung, quintessenza del
confucianesimo. Non solo egli rifiutava perfino la matematica,
come scienza dei diavoli stranieri; ma pur ammettendo che al mondo
vi sono paesi come la Francia e l'Inghilterra, si rifiutava di
credere all'esistenza della Spagna e del Portogallo; sosteneva che
erano nomi inventati ad arbitrio dalla Francia e dall'Inghilterra,
vergognose per le continue richieste di concessioni. Fu lui
l'istigatore dietro le quinte e il comandante dei famosi I ho
t'uan [i boxers] nel 1900. Gli I ho t'uan subirono una disfatta e
Hs T'ung si suicid. Allora il governo credette nuovamente che vi
fosse da prendere qualcosa dalla politica, dal diritto e dalla
scienza e tecnica straniere. E' l'epoca in cui desideravo
ardentemente andare a studiare in Giappone. Raggiunsi il mio
scopo, mi recai a studiare all'Universit di Kobun, fondata dal
signor Kano a Tokyo; l il signor Misawa Rikitaro mi insegn che
l'acqua  un composto di idrogeno e ossigeno, e il signor
Yamanouki Shigeo che all'interno della conchiglia il mollusco ha
il mantello. Ma ecco che cosa accadde un giorno. Il decano
signor Okubo ci riun tutti e disse: Poich siete confuciani,
andate pure alla cerimonia al tempio confuciano di Ochyanomizu.
Restai sbalordito. Pensavo fra me, lo ricordo ancora oggi, che ero
venuto in Giappone proprio perch non credevo pi in Confucio e
nei suoi discepoli. Eppure dovevo ancora venerarlo? Mi pareva
assai strano. E credo di non essere stato il solo a provare un
sentimento simile

 (Lu Hsn, La falsa libert, Einaudi, Torino, 1968, pagine 308-
309).

